Quest’anno una corrispondente d’eccezione, Elisa Battini, è andata al Festival della Letteratura di Mantova e, tra i tanti eventi, alcuni ce li racconta nell’articolo a seguire. Ha poi incontrato Andrea Vico e Federico Taddia ai quali ha fatto alcune domande che vi sveleremo prossimamente…

di Elisa Battini

La scelta di un percorso, nel ricco programma del XXIII Festival della Letteratura di Mantova (4-8 Settembre), non è cosa facile: un po’ per caso, un po’ per passione, ho scelto di segnalare alcune proposte che, come scintille, hanno illuminato i presenti su due temi chiave: l’illustrazione e la parola.

Alla Casa del Rigoletto mi catturano linee e colori nelle illustrazioni di Lorenzo Mattotti, pastelli originali delle copertine per The New Yorker.

Un altro immaginario, un mondo essenziale, un’asciugatura concettuale per l’illustratrice Sarah Mazzetti che firma la copertina del programma del Festival. Sarah ha raccontato al pubblico il suo lavoro di illustratrice e fumettista: i tempi veloci, i percorsi, i successi e le difficoltà con tanta grinta e ironia.

Un passaggio da Corraini: casa editrice, libreria, galleria che gioca a mescolare l’ordine delle sue componenti. Si trovano libri, illustrazioni e arte con il gusto per il design. In mostra le tavole originali dei grafismi di Fausto Gilberti, sui tavoli e a scaffale tutti i libri di Munari.

Alessandro Sanna e Tom Gould hanno accompagnato il pubblico nel mondo dei libri silenziosi, dove sono i disegni a raccontare le storie e illustrare diventa inventare un racconto, sequenza per sequenza, quasi un film su carta. Il libro si riconferma come il sistema di comunicazione più innovativo e funzionale, un mezzo che va oltre anche le differenze di linguaggio.

Sono poi stupefacenti le parole di pace e di armonia di Abrahm B. Yehoshua, nell’incontro “Ascoltare l’anima e non il cervello”, emozionante e intimo. L’invito del suo libro “Il tunnel” è di fare attenzione: troppa memoria è pericolosa, impedisce di vedere la realtà e imprigiona in un’apartheid che non consente pace e perdono; invita a scavare tunnel nei muri delle identità, per renderle comunicanti.

Ci sono poi altri incontri con al centro le parole, in alcuni ci si interroga sulla ricerca delle parole da salvare, ma anche sul loro senso perduto, fino alla proposta di parole da restituire.

E non mancano le parole attese: le riflessioni sulla Brexit degli autori inglesi, le critiche a Trump di Eggers, i valori al femminile di Murgia, Costa, Wolitzer.   

Omaggio fuori programma per Andrea Camilleri. Una lettura di Marco Malvaldi con sassofono da “Il gioco della mosca”: un breve testo, una sorta di dizionario di termini dialettali “illustrati” da brevi storie esemplificative di un’ironia luminosa. Le emozioni, quel gusto per la sorpresa, per le parole, il colpo di scena, le risate: per un attimo Andrea Camilleri era lì, insieme a tutta la malinconia della sua assenza.