Era da un po’ di tempo che volevamo raccontare o, meglio, far raccontare, ad alcuni dei nostri talenti sull’albero, cosa fanno specialmente quando si tratta di mestieri meno noti o che si tende a dare per scontati. Come per il traduttore.

Eccola quindi l’occasione: l’instancabile Oriana Picceni – davanti a un piatto di taglialle col ragù – ha chiacchierato con Martina Sala, la nostra Translator Project Manager ed editor.

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Quali qualità deve avere un buon traduttore?

Deve sapere scrivere bene nella propria lingua! E poi, deve essere curioso (perché per capire come tradurre alcune cose bisogna fare molte ricerche, e non solo su Internet, ma anche chiedere ad amici, parenti ed esperti di certe aree), paziente (perché a volte prima di trovare la parola giusta ce ne vuole di tempo!) e poco desideroso di mettersi in mostra (insomma, niente pavoni da queste parti).

La regola fondamentale per una traduzione efficace, quella dalla quale non si può prescindere (a parte, naturalmente, la perfetta conoscenza della lingua)?

Non si deve capire che è una traduzione! Il testo deve suonare naturale nella lingua di destinazione, senza forzature, come se l’avesse detto per la prima volta, nel nostro caso, un italiano. E questo significa che a volte bisogna staccarsi un po’ dal testo di partenza.

Quale la parte più difficile?

Le tempistiche. Tutti vogliono sempre tutto perfetto e di corsa.

Vieni a scoprire l’intervista integrale su Spinginuvole!

Spinginuvole e Book on a Tree raccontano (anche insieme, come stavolta!) libri, autori, processi creativi, percorsi… perché le voci non hanno confini né territori. #compagnidiviaggio