Bot Room: Davide Panizza

La Bot Room è la stanza dove rinchiudiamo ogni tanto qualcuno da uno dei nostri rami – autori, illustratori, grafici, editor, project manager… –  per quattro chiacchiere informali, più o meno! Oggi tocca a Davide Panizza! Tutte le interviste nella Bot Room QUI.

[Intervista a cura di Susanna Gentili – supervisione Davide Calì]

Come è nata l’idea del libro? Cosa ti ha ispirato maggiormente?

Il libro non è altro che una versione estesa e ricorretta di un’esercitazione fatta con Davide Calì al MiMaster Illustrazione. Davide ci aveva affidato il compito di scrivere un piccolo testo con la successione numerica, così ho scritto buona parte del libro di getto, in una decina di minuti. Ovviamente poi l’ho estesa e ho sistemato alcuni errori grazie all’indispensabile aiuto di Davide, anche perché non mi considero un vero e proprio scrittore e senza una mano non avrei concluso molto. L’ambientazione western poi è venuta da sé, ne sono sempre stato appassionato, soprattutto alle atmosfere polverose di Sergio Leone.

Il personaggio di Benty è singolare ed esilarante, ti rispecchi un po’ in lui?

Benty è un mandriano, con un bel ranch pieno di animali… quindi no, non sono adatto a gestire il bestiame, io sono un vero topo di città. In ogni caso molti amici mi dicono di rivedermi in lui, sono un po’ goffo e impacciato e tengo il baffetto (ma non così folto purtroppo). Non mi considero però un racconta balle, ammesso che tu mi creda.

A fine libro, spesso c’è una tavola a cui si rimane più affezionati: nel tuo caso quale è e perché?

Su questa domanda mi trovo un po’ in difficoltà, ce ne sono più di una a cui tengo particolarmente. A istinto rimango forse più legato alla prima tavola che ho realizzato, ovvero quella in cui Benty è incastrato in mezzo ai cactus. Tutto sommato rappresenta tutto il libro, concentrato su raccontare una successione di sfighe, cosa c’è di peggio che cercare di uscire da un mare di cactus?

Davide Panizza

Le illustrazioni sono colorate, divertenti e dinamiche, ci racconti un po’ sulla tecnica?

Proprio per la mia passione per gli spaghetti western tutto il libro riprende l’estetica di quelle vecchie pellicole seminando qualche citazione qua e là (alla fine nella folla spunta Clint Eastwood). Dalle iniziali tavole a matita ho completato in digitale usando colori molto caldi, soprattutto il giallo che dà a tutto una patina retro. Mi sono confrontato obbligatoriamente con altri western cartacei della mia infanzia come Coccobill, Lucky Luke e West and Soda di Bozzetto, il mio preferito. E poi via con le gag esilaranti, più le tavole sono folli e mi fanno ridere più mi sento sulla strada giusta.

Quali sono stati i feedback dei lettori?

Le fiere a cui ho partecipato con Lavieri sono state una bella occasione per parlare con la gente, che è un vero lusso per sapere se i mesi a cui hai lavorato al libro sono stati fatica sprecata o meno. Tutti quelli che lo hanno comprato mi hanno sempre fatto molti complimenti e hanno riso della mia follia nonsense. Sono diventato un idolo soprattutto per i genitori, che hanno trovato un modo divertente e leggero per insegnare i numeri ai loro piccoli (solo fino a 28, neanche io so andare oltre). Ho ancora altre letture e fiere in programma e spero di fare un po’ di successo pure là.

Potete trovare Benty Breight sul sito della casa editrice. Seguite Davide Panizza sui suoi profili Facebook Instagram, e scoprite di più sui suoi ultimi lavori visitando il suo sito