La Bot Room è la stanza dove rinchiudiamo ogni tanto qualcuno da uno dei nostri rami – autori, illustratori, grafici, editor, project manager… –  per quattro chiacchiere informali, più o meno! Tutte le interviste nella Bot Room QUI.

[Intervista a cura di Davide Calì]

Come spesso accade quando si mette insieme una ciurma per affrontare un viaggio, non si conosce ogni singolo marinaio. Saranno il mare e il tempo a consolidare l’amicizia (salvo ammutinamenti!). E’ il caso di Ombretta Tavano, che ha illustrato uno dei primi tre titoli della collana I CORSARI di Solferino (e non si è ammutinata). Oggi il mare è piatto. Splende il sole, neanche un gabbiano all’orizzonte. Ne ho approfittato per farle qualche domanda.

Innanzi tutto presentati ai nostri lettori: chi sei, cosa fai, dove vai?

Sono Ombretta, ho 20 anni, calabrese ma vivo al nord da 2 anni. Ho concluso il corso triennale di Illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics a giugno. Dove andrò non lo so! Per adesso Torino, dopo spero in una città che abbia il mare.

Cosa hai fatto prima di questo libro? Avevi già illustrato narrativa d’avventura?

In realtà prima di questo libro nulla, a parte qualche collaborazione con blog online, commissioni private e lo studio, lo studio, lo studio. Anche perché fino a due anni fa volevo fare la biologa marina, poi mi sono resa conto che la chimica non fa proprio per me.

Con le matite e i pennelli invece va un po’ meglio.

Come ti sei trovata nella storia di Jeremy Hopperton?

Benissimo, anzi mi ci sono riconosciuta anche parecchio, reduce da un’infanzia/preadolescenza passata a fare il maschietto e a prendere in giro le altre ragazzine che mettevano il lucidalabbra di nascosto nei bagni di scuola. Io di nascosto compravo le macchinine e i giochi per maschi, quelli con le confezioni blu (anche perché il rosa non mi è mai piaciuto). Poi ci sono il mare, le tempeste, i naufragi, le palme sulle spiagge tropicali… insomma tutto quello che amo.

Leggevi avventura da piccola? E adesso?

Sì, tantissimo! Erano i miei libri preferiti. Ho riletto “L’isola misteriosa” di Jules Verne almeno una ventina di volte, e sognavo di naufragare da qualche parte e costruire anche io un rifugio in granito. Ricordo che portavo sempre con me il manuale Survival e avevo anche provato a metter su una capanna di foglie e rami secchi, ma non era rimasta in piedi per molto.  Adesso ne leggo di meno, preferisco i romanzi più introspettivi, ma se ho voglia di viaggiare almeno con la mente ho in bella vista sullo scaffale tutti i libri di Jack London, pronti all’uso.

E ai pirati ci giocavi?

Ebbene si, però ero troppo cattiva e gli altri bambini si offendevano sempre. Fosse stato per me avrei buttato tutti dalla passerella della nave in pasto agli squali.

Nuovi progetti? Cosa stai facendo di bello?

Ho in testa una storia un po’ personale da un annetto e mezzo circa, sto cercando di capire se andrà a parare da qualche parte ma penso mi ci vorrà ancora qualche tempo. Per il resto, inizierò a frequentare il corso di Didattica dell’arte sperando di laurearmi, riuscire a insegnare e contemporaneamente lavorare come illustratrice.

O chissà, magari mi ammutino.

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Ombretta Tavano

Nasce nell’estate del 1998 sulla costa ionica calabrese. Si diploma al Liceo Scientifico ma si rende presto conto che matematica e fisica non fanno per lei e decide di intraprendere la strada che già fin da piccola era stata disegnata per lei. Si trasferisce quindi a Torino, dove ha concluso il corso di Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics e dove attualmente frequenta l’indirizzo Didattica dell’arte presso l’Accademia Albertina. Nel 2017 collabora con la rivista CARIE Letterarie illustrando un racconto di Luigi Romolo Carrino e nel 2018 pubblica il suo primo romanzo illustrato, “Il terribile testamento di Jeremy Hopperton” scritto da Davide Morosinotto ed edito da Solferino/Corriere della sera. Di recente ha ricevuto la vocazione dell’insegnamento ed ha fermamente deciso che se sarà l’Arte a cambiare il mondo, dovrà darle una mano. Ma anche tutto il braccio.