La Bot Room è la stanza dove rinchiudiamo ogni tanto qualcuno da uno dei nostri rami – autori, illustratori, grafici, editor, project manager… –  per quattro chiacchiere informali, più o meno!

 [Intervista a cura di Martina Sala]

Conosco Gloria Danili da quasi dieci anni, è una di quelle persone sempre col sorriso e la testa piena di idee. Ricordo ancora la prima email che inviò alla redazione: un guazzabuglio di immagini e colori alla Tim Burton che mi aveva subito conquistato. E ora eccoci qui, in un caffè hipster di Londra, a pochi giorni dall’uscita del suo primo libro. L’emozione è tanta, più spessa della cheesecake che ci guarda dal bancone del bar.

Tra pochi giorni uscirà Tamara Tombé e la stella del teatro. Da dove hai preso ispirazione?

La prima cosa che ho fatto è stata cercare un punto in comune con il mio personaggio, che è una ballerina… e io non ho mai fatto danza classica! Quando ero piccola alcune mie compagne la praticavano, ma tutti quei passi e quelle regole per me erano lontani anni luce, visto che io ero sempre con la testa fra le nuvole! Ma pensandoci bene ho capito che c’era una cosa che mi univa a Tamara: siamo entrambe grandi sognatrici.

E della serie Quelli della Rodari, cosa ti è piaciuto?

Mi è piaciuto moltissimo far incontrare Tamara con gli altri personaggi. Per me ciascun personaggio incarna un po’ il suo autore, perciò far interagire Tamara con loro è stato come fare amicizia con gli altri scrittori di Book on a Tree. È stato un bellissimo ritorno sui banchi di scuola!

Per il contest della Rodari, hai già fatto alcuni incontri con le scuole. Eri agitata, non è vero?

Sì, cara la mia editor. Ma alla fine è andata benissimo! E dopo un pomeriggio in cui, con una flotta di alunni e maestre, abbiamo battagliato a colpi di idee, proprio il personaggio che avevamo inventato noi ha vinto il concorso! Emozionante festeggiare con tutti i bambini al Salone del Libro!

Oltre a Tamara, ci puoi svelare cos’altro hai in cantiere?

È in arrivo una serie scritta a quattro mani con un’autrice che stimo molto… che per ora non posso svelare! L’aspetto più interessante della protagonista è la sua duplicità: il suo essere per natura ribelle, combattiva e spadaccina e il suo dover essere “donna” secondo le regole della vita di corte dell’epoca…

Visto che siamo a Londra, ci dici se anche tu, come la Rowling, hai qualche posto segreto dove vai a cercare ispirazione?

[Si guarda intorno, poi sorride.]
Mi piace molto scrivere nei caffè dei musei, oppure nelle sale della British Library, così tra una pausa e l’altra posso persino dare una sbirciatina alla Magna Carta! Ma quando la stagione (e la pioggia!) lo consente, corro nel mio posto preferito in assoluto: il Curve Garden di Dalston che sembra uscito dalle pagine del Giardino Segreto di F.H. Burnett! Questa è per me la magia di Londra…

Quando non lavori, ti occupi dei tuoi bimbi. Quali libri leggi loro?

In questo periodo vanno matti per “Dogs don’t do ballet”, un libro che parla di diversity e di integrazione. Oppure “We’re Going on a Bear Hunt”, un must degli asili inglesi. Ah, e poi adorano “Maps”, un bellissimo libro di mappe illustrate che mi ha fatto conoscere Pierdomenico Baccalario.

Una domanda più difficile: cosa significa per te la letteratura per ragazzi?

Guarda, qualche tempo fa ho scoperto un meraviglioso termine che non conoscevo. L’Artiere, ossia “chi è dedito a un’arte, artigiano laborioso e intelligente”. Mi piace pensare che chi scrive per ragazzi debba essere un artigiano laborioso e intelligente che con le sue storie combatte i “draghi” di oggi. E avere i bambini al tuo fianco è fondamentale per ricordarti quali sono le cose importanti.

E per te, quali sono?

Prima di tutto, non fare una figuraccia in quest’intervista.
[Ridiamo. Il vicino col laptop ci guarda in cagnesco]
No, scherzo. È il sorprendersi. Quante volte ci dimentichiamo di fare “wow”? Quando Davide e Sofia fanno wow davanti a un cavallo nella campagna inglese… be’, te lo ricordi anche tu. Le scoperte, la pioggia (che è bagnata!)… i bambini ti fanno rivalutare le cose. E soprattutto ti portano a riscoprire le emozioni, senza filtri. Tu gli spieghi cos’é la pioggia, certo, ma sono loro a ricordarti l’emozione della pioggia. In fondo loro sanno già tutto, e siamo noi ignoranti se pensiamo che loro siano “solo” dei bambini.

Un’ultima cosa: come mai hai deciso di diventare anche tu una “combatti-draghi”?

Il mio percorso non è stato affatto convenzionale. Da piccola non leggevo granché [tossicchia] e mai mi sarei sognata di fare la scrittrice! Gli autori mi sembravano figure mitiche, irraggiungibili. Però ho sempre avuto grande immaginazione, quello sì. Inventavo storie attraverso i giochi per soddisfare la mia fantasia. E quando sono diventata grande, ho fatto zigzag negli ambiti creativi del visual, dei backstage e della tv. Tutto fino a quando, dieci anni fa, in Andalusia, ho letto per la prima volta il G.G.G: è stato amore a prima vista col mondo della letteratura per ragazzi.

Grazie, Gloria!
Ora che ne dici di provare la cheesecake?

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Dal 27 Settembre 2018:

Bot Room Gloria Danili