La Bot Room è la stanza dove rinchiudiamo ogni tanto qualcuno da uno dei nostri rami – autori, illustratori, grafici, editor, project manager… –  per quattro chiacchiere informali, più o meno!

[Intervista a cura di Davide Calì]

Da quando è uscita la sua graphic su Ken Saro Wiwa, Roberta Balestrucci rimbalza da una parte all’altra dell’Italia come una pallina da ping-pong.
Certe volte guardo il meteo solo per vedere se la segnalano da qualche parte!
Tra la canicola di luglio e i primi temporali di agosto l’ho trovata in Olanda: ne ho approfittato per farle qualche domanda prima di perderla di nuovo.

DAVIDE Come sarebbe a dire che sei in Olanda? Niente festival ad agosto?

ROBERTA In realtà sì, ne ho uno a fine mese! E’ il Bimbi a Bordo che si terrà a Guspini dal 31 agosto al 2 settembre, per il quale ho avuto il piacere di presentare la graphic novel su Ken Saro Wiwa durante l’anteprima del festival che si è tenuta a Giugno a Oristano.
Nei giorni in cui sarò ospite avrò la possibilità di presentare nuovi meravigliosi lavori di alcuni amici e Maestri che mi hanno insegnato tantissimo e con i quali è sempre bello camminare insieme, e terrò dei laboratori per i bambini dai 6 agli 11 anni, e sinceramente non vedo l’ora!

DAVIDE Raccontaci: perché la storia di Ken Saro ti appassiona tanto?

ROBERTA C’è una frase di Conrad che secondo me riassume l’impegno di Ken Saro Wiwa, dice così: “Io non volevo annegare, volevo nuotare finché non andavo a fondo, ma non è la stessa cosa”.
Addentrandomi nella vita di Ken Saro, ho capito il senso di questa frase.
Ken Saro Wiwa si è battuto per salvaguardare il suo popolo, gli Ogoni, dalla distruzione culturale e sociale di cui fu vittima, solo perché il loro territorio, il delta del Niger, interessava alla Shell per estrarne petrolio. Ken Saro denunciò anche la guerriglia che costrinse una generazione di bambini e ragazzi a non avere un futuro, ma fucili in mano come racconta nel suo romanzo “Sozaboy” sui bambini soldato.
Ha raccontato come si possa esser venduti e annientati per una sete di potere e denaro che ci rende schiavi, anche in maniera indiretta. In questo trovo molte affinità tra la storia di Ken Saro e la mia terra, la Sardegna, una terra che per sopravvivere si è vista derubare degli angoli più belli delle sue coste dall’industria e dalle basi militari.

DAVIDE Questa è la tua prima graphic novel. Avevi mai sceneggiato un fumetto prima?

ROBERTA In realtà no, ma ti devo confessare che ci ho preso gusto! Mi sono sempre divertita a scrivere racconti, anche se in passato ho frequentato il Centro Internazionale di Fumetto a Cagliari, ma poi tra una cosa e l’altra mi sono persa tra rime, narrazione e teatro, non mi era capitata ancora l’occasione di raccontare una storia in questo modo. Mi ha emozionato vedere le mie parole cambiare e prendere forma grazie l’intervento di Anna Cercignano. Reputo sia una vera narratrice del segno, adoro il suo modo di illustrare, e soprattutto mi ha emozionato fin dai primi bozzetti che ho visto. Ken Saro Wiwa era su quei fogli, il suo viso, i suoi occhi avrebbero incontrato quelli di molte altre persone, e grazie al nostro lavoro il suo pensiero, il suo impegno portato avanti fino alla morte, sarebbe potuto tornare finalmente alla luce.

DAVIDE Come si è svolto il lavoro con Anna, che ha dato vita al tuo Ken Saro con i disegni? Sei soddisfatta del risultato?

ROBERTA Lavorare con Anna è stato molto interessante. Siamo state a stretto contatto anche se io mi trovo in Sardegna e lei in Francia, e, anche se non ci conosciamo, siamo entrate subito in sintonia! E’ stato meraviglioso vedere la trasformazione delle mie parole in segno. Come ti dicevo prima quando mi ha inviato i primi bozzetti l’unica cosa che ho pensato è stato “Wow, sono vivi!”. Dopo la prima stesura della sceneggiatura abbiamo rivisto insieme alcuni passaggi, è stato un momento di grande confronto e scambio. Abbiamo trovato insieme soluzioni a passaggi determinanti della storia, insomma come non essere soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto?

DAVIDE In cosa pensi che sia utile parlare oggi di Ken Saro?

ROBERTA Di recente ho visto un documentario. Si parla del Congo, del Parco nazionale di Virunga, il parco dove sono presenti gli ultimi 800 esemplari di gorilla di montagna, e dove un’altra compagnia petrolifera, la Soco International sta attuando gli stessi stratagemmi portati avanti dalla Shell per espropriare i guardia parco degli ettari di bosco per posizionare lì le loro trivelle ed estrarre il petrolio presente in quella parte della regione. Pur di arrivare alle porte del parco, dove gli uomini erano asserragliati per proteggere gli animali e gli innumerevoli ettari di vegetazione, il paese adiacente alla riserva e buona parte dell’esercito che doveva proteggerlo è stato “venduto” ai ribelli dell’M35, un movimento rivoluzionario terroristico che non guarda in faccia nessuno.
Insomma, la storia si ripete, per cui è necessario parlarne.
Con la forza del suo pensiero Ken Saro è riuscito a coinvolgere gli abitanti degli Ogoni State e a resistere. Subirono una forte repressione. Oltre trecentomila persone scesero in piazza e l’esercito attaccò e sterminò quasi un villaggio intero. Solo tre donne non furono giustiziate per avvisare che non avrebbero guardato in faccia nessuno e che si sarebbero presi quelle terre.
Quello che mi ha colpito soprattutto di Ken Saro è un pensiero politico basato sul rispetto e la non violenza. Il suo sogno era quello di creare un popolo unito, che si organizzasse in base ai principi basilari di una società. Non è quello che ci auguriamo tutti d’altronde?

DAVIDE Credi che l’eredità di Ken Saro possa tramandarsi? C’è ancora speranza?

ROBERTA Nel mese di marzo la Corte Olandese ha riaperto il caso contro la Shell per l’uccisione degli Ogoni Nine, per mettere ancora più in luce e conoscere una parte delle Storia che per troppo tempo abbiamo ignorato. Quindi, il lavoro e il sacrificio di Ken Saro non è stato inutile.

DAVIDE A cosa stai lavorando al momento? Puoi anticiparci qualcosa delle tue prossime uscite?

ROBERTA Ci sono diverse cose che bollono in pentola. Di sicuro a novembre uscirà un lavoro per Hop Edizioni illustrato da Susanna Gentili dove ci siamo divertite moltissimo a raccontare le vite di alcune donne che sono state la fortuna dei loro mariti, perché come recita il detto “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Finalmente ne avrete la prova!
Poi sto lavorando a una nuova graphic novel: te l’ho detto, ormai ci ho preso gusto!

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